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Proteggere il raccolto: quando la copertura diventa strategia

federicocaroliagro
27 ago
Tempo di lettura: 6 min

Negli ultimi anni l'agricoltura si trova a gestire una variabilità climatica sempre più difficile da prevedere.

Grandinate intense, piogge durante le fasi più delicate della maturazione, vento, temperature elevate e pressione crescente di alcuni insetti possono compromettere in pochi minuti il risultato di un'intera stagione.

Per un frutticoltore, il problema non riguarda soltanto la quantità prodotta.

Riguarda soprattutto la qualità del raccolto che arriva sul mercato.

Un evento atmosferico può infatti non distruggere completamente una coltivazione, ma provocare danni sufficienti a ridurre la percentuale di prodotto commercializzabile, compromettendo calibro, aspetto, integrità e valore del frutto.

In questo scenario, le coperture agricole stanno assumendo un ruolo sempre più importante.

Non più soltanto come soluzione da utilizzare in condizioni particolari, ma come parte integrante della progettazione dell'impianto frutticolo.


Il clima è diventato un fattore produttivo

Per molto tempo la gestione delle strutture di protezione è stata considerata soprattutto una forma di assicurazione contro gli eventi atmosferici.

Oggi questa visione sta cambiando.

Il clima non è semplicemente un fattore esterno alla produzione.

È diventato uno degli elementi che condizionano direttamente la programmazione agricola.

La possibilità di proteggere una coltivazione da determinati eventi significa quindi poter ridurre una parte dell'incertezza produttiva.

Non significa eliminare il rischio.

Significa gestirlo.

È una differenza fondamentale.

Una grandinata non può essere evitata.

Ma i danni provocati dalla grandine possono essere drasticamente ridotti attraverso una struttura adeguatamente progettata.

Lo stesso principio può essere applicato alla pioggia, agli insetti o, in determinate condizioni, all'eccessiva radiazione solare.


Non esiste una copertura uguale per ogni coltivazione

Uno degli aspetti più importanti nella progettazione di un impianto di protezione è comprendere che non esiste una soluzione universale.

La struttura deve essere progettata considerando:

  • coltura;

  • varietà;

  • forma di allevamento;

  • caratteristiche del terreno;

  • condizioni climatiche;

  • dimensione dell'appezzamento;

  • tipo di rischio da contrastare;

  • esigenze operative dell'azienda.

Un impianto destinato a un meleto non necessariamente risponde alle stesse esigenze di un vigneto o di un impianto di piccoli frutti.

La copertura deve quindi essere considerata come parte di un progetto complessivo.

Corradi Protection Systems sottolinea proprio questo approccio: le strutture vengono progettate e personalizzate in funzione dell'appezzamento, delle sue dimensioni, delle caratteristiche del terreno e delle problematiche climatiche o biologiche da affrontare.


Dalla grandine alla protezione integrata

La grandine rappresenta probabilmente uno dei rischi più evidenti per la frutticoltura.

Un singolo evento può provocare danni significativi non soltanto alla produzione presente sulla pianta, ma anche alla struttura produttiva stessa.

Per questo gli impianti antigrandine rappresentano ormai una tecnologia consolidata in numerosi contesti frutticoli.

Ma la protezione può andare molto oltre.

Una struttura può integrare diverse funzioni, creando un sistema capace di affrontare contemporaneamente più problematiche.

Corradi propone infatti impianti antigrandine, antipioggia, anti-insetto e sistemi a doppia copertura, oltre a strutture speciali.

Questa possibilità è particolarmente interessante in un'agricoltura nella quale i rischi tendono sempre più a sovrapporsi.


Quando la pioggia diventa un problema

L'acqua è indispensabile per l'agricoltura.

Ma durante alcune fasi della produzione, una pioggia intensa o prolungata può diventare un fattore di rischio.

È particolarmente evidente nelle colture nelle quali l'integrità della buccia e la qualità estetica del frutto hanno un'importanza commerciale elevata.

Una copertura antipioggia può quindi diventare uno strumento per intervenire direttamente sul microambiente della coltivazione.

Corradi sviluppa diverse tipologie di impianti antipioggia, sia con configurazioni tradizionali sia con strutture piane, utilizzando film plastici o teli retinati a seconda delle esigenze.

Il principio è semplice: ridurre l'esposizione diretta della coltura all'evento atmosferico, mantenendo comunque una struttura compatibile con le esigenze agronomiche e operative dell'impianto.


Proteggere significa anche creare un ambiente più controllabile

Una copertura non modifica soltanto la quantità di pioggia o grandine che raggiunge la pianta.

Può contribuire a modificare le condizioni ambientali all'interno della coltivazione.

Ed è qui che il concetto di protezione si avvicina sempre di più a quello di gestione del microclima.

La possibilità di utilizzare reti ombreggianti o strutture specifiche può risultare interessante in aree caratterizzate da temperature elevate e forte radiazione solare.

Corradi propone, ad esempio, sistemi speciali come le Net House, che combinano reti anti-insetto e reti ombreggianti e sono pensate anche per condizioni climatiche particolarmente aride.

La copertura diventa quindi uno strumento attraverso il quale l'agricoltore può cercare di rendere l'ambiente produttivo più compatibile con le esigenze della coltura.


Il controllo degli insetti è parte della strategia

Un altro elemento che sta assumendo un'importanza crescente è la protezione dagli insetti.

La diffusione di determinate problematiche fitosanitarie e la necessità di ridurre l'utilizzo di prodotti fitosanitari stanno portando a una maggiore attenzione verso le strategie di prevenzione.

Le reti anti-insetto possono rappresentare uno degli strumenti utilizzabili all'interno di una strategia di lotta integrata.

Corradi realizza soluzioni anti-insetto sia per singole file sia per intere coltivazioni, attraverso strutture monoblocco.

Il concetto è importante: la protezione fisica non sostituisce la gestione agronomica, ma può diventare una componente del sistema di difesa.


La doppia copertura: quando i rischi si sommano

In alcune coltivazioni un solo livello di protezione può non essere sufficiente.

Grandine e pioggia, ad esempio, rappresentano due rischi differenti che possono essere gestiti attraverso sistemi complementari.

Gli impianti a doppia copertura di Corradi combinano una rete antigrandine con una copertura antipioggia sottostante, realizzata con telo plastico o retinato.

Questa soluzione evidenzia un principio sempre più importante nella progettazione agricola:

non progettare la protezione per un singolo evento, ma per il profilo di rischio dell'intera coltivazione.


La struttura deve essere pensata insieme alla coltura

Un errore frequente è considerare la struttura di protezione come un elemento indipendente dal sistema produttivo.

In realtà, pali, cavi, ancoraggi, reti e coperture devono convivere con:

  • sesto d'impianto;

  • forma di allevamento;

  • meccanizzazione;

  • operazioni di potatura;

  • raccolta;

  • irrigazione;

  • gestione fitosanitaria;

  • movimentazione delle macchine.

Una buona progettazione deve quindi partire dalla coltivazione e non semplicemente dalla struttura.

È proprio per questo che Corradi offre un servizio che parte dal sopralluogo e dalla valutazione del terreno, per arrivare alla progettazione, alla scelta dei materiali, all'installazione e successivamente alla manutenzione.


Protezione e investimento: il valore non è solo nel raccolto salvato

Quando si valuta un impianto di protezione, il primo parametro che viene normalmente considerato è il costo.

Ma il vero confronto dovrebbe essere effettuato tra investimento e rischio produttivo.

Quanto vale una produzione?

Qual è la percentuale di prodotto che deve rispettare determinati standard qualitativi?

Quanto può incidere un evento atmosferico sulla redditività?

Quanto costa perdere un'intera stagione commerciale?

Sono domande che diventano sempre più importanti quando il valore della produzione aumenta.

Una copertura ben progettata non deve quindi essere vista esclusivamente come un costo strutturale.

Può rappresentare un investimento finalizzato a proteggere il valore futuro della produzione.


La manutenzione è parte della protezione

Un sistema di protezione agricolo deve continuare a funzionare nel tempo.

Questo significa che progettazione e installazione sono soltanto due fasi di un processo più ampio.

Controlli periodici, sostituzione degli elementi danneggiati, verifica delle tensioni e manutenzione delle strutture contribuiscono a mantenere l'efficienza dell'impianto.

Corradi Protection Systems offre anche servizi di assistenza tecnica e manutenzione, operando sia sul territorio nazionale sia all'estero.

È un aspetto spesso sottovalutato, ma fondamentale quando una struttura deve proteggere una coltivazione per molti anni.


Il futuro: strutture sempre più integrate

La prossima evoluzione delle coperture agricole potrebbe essere rappresentata da strutture sempre più integrate con il resto della tecnologia presente in azienda.

Sensori climatici, sistemi di irrigazione, stazioni meteorologiche, modelli previsionali e strumenti di agricoltura di precisione possono fornire informazioni utili per decidere quando e come utilizzare determinate strategie di protezione.

La struttura fisica rappresenta quindi una componente dell'ecosistema tecnologico dell'azienda agricola.

L'obiettivo non è semplicemente coprire un frutteto.

È costruire un sistema produttivo maggiormente capace di adattarsi alla variabilità.


Corradi Protection Systems: esperienza e progettazione al servizio della protezione

Dal 1965 Corradi Protection Systems ha costruito la propria esperienza nella progettazione e realizzazione di sistemi di protezione per l'agricoltura.

Nel corso della sua storia, l'azienda ha installato oltre 40.000 ettari di coperture per frutteti, sviluppando competenze specifiche nella realizzazione di impianti antigrandine, antipioggia, anti-insetto, doppia copertura e strutture speciali.

Il punto di forza non è soltanto la disponibilità di diverse tipologie di materiali e strutture.

È la possibilità di progettare la soluzione in funzione del rischio e delle caratteristiche specifiche della coltivazione.

In un'agricoltura nella quale il clima rappresenta una variabile sempre più difficile da controllare, proteggere il raccolto significa quindi guardare oltre la singola grandinata o il singolo evento atmosferico.

Significa progettare oggi una coltivazione capace di affrontare meglio l'incertezza di domani.

Perché la migliore protezione non è quella che interviene dopo il danno. È quella che viene progettata prima che il danno possa verificarsi. info@agroconsulenze.com www.corradimpianti.com


 
 
 

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