Agrivoltaico: a Lovatens un nuovo passo verso l’agricoltura del futuro
L’agrivoltaico sta entrando in una nuova fase. Da tecnologia sperimentale e ancora poco conosciuta, sta progressivamente diventando una soluzione concreta per affrontare alcune delle principali sfide che l’agricoltura dovrà gestire nei prossimi anni.
Un esempio significativo arriva dalla Svizzera, dove il 9 settembre 2026 è stato inaugurato a Lovatens, nel Canton Vaud, il più grande impianto agrivoltaico realizzato finora nel Paese.
Il progetto interessa una superficie di 1,8 ettari coltivata a mirtilli biologici e integra 5.220 pannelli fotovoltaici, installati su una struttura appositamente progettata per consentire la prosecuzione delle normali attività agricole. La produzione prevista è di circa 2.400 MWh di energia rinnovabile all’anno, equivalente al consumo annuale di circa 955 famiglie.
Ma il vero interesse di Lovatens non riguarda soltanto la quantità di energia prodotta.
Agricoltura ed energia sulla stessa superficie
Il principio dell’agrivoltaico è quello di integrare produzione agricola e produzione energetica sulla stessa superficie, progettando l’impianto in funzione delle esigenze della coltura.
Questo rappresenta un'evoluzione importante rispetto a una semplice installazione fotovoltaica su terreno agricolo.
I pannelli possono infatti diventare parte integrante dell’infrastruttura agricola, contribuendo non solo alla produzione di energia, ma anche alla protezione delle colture e alla gestione di condizioni climatiche sempre più difficili.
Nel caso di Lovatens, la struttura è stata progettata specificamente per la coltivazione dei mirtilli. I pannelli, installati a circa 3,2 metri di altezza, permettono all’agricoltore di continuare a utilizzare le proprie macchine e le normali modalità di gestione dell’impianto. Allo stesso tempo, la struttura offre una protezione contro grandine, gelate, forti piogge e periodi di caldo intenso.
Una risposta ai cambiamenti climatici
Negli ultimi anni il clima è diventato una delle variabili più difficili da gestire per molte aziende agricole.
Temperature elevate, siccità, grandinate, gelate tardive e precipitazioni intense possono compromettere una produzione nel giro di poche ore o aumentare significativamente i costi necessari per proteggere le colture.
Per produzioni ad alto valore, come i piccoli frutti, il problema è ancora più evidente. Non è sufficiente ottenere una buona quantità di prodotto: è necessario mantenere elevati standard qualitativi e garantire continuità nella produzione.
L’esperienza di Lovatens è interessante proprio sotto questo punto di vista.
Durante l’estate 2026, caratterizzata da episodi di forte caldo, i mirtilli coltivati sotto la struttura agrivoltaica hanno beneficiato di condizioni più favorevoli rispetto alle colture maggiormente esposte, limitando fenomeni come bruciature, disidratazione e arresto della crescita.
L’agrivoltaico può quindi diventare anche uno strumento di adattamento climatico.
Non solo pannelli: una nuova infrastruttura agricola
Uno degli aspetti più interessanti dell’evoluzione dell’agrivoltaico è proprio questo cambio di prospettiva.
La struttura non deve essere vista semplicemente come un sistema fotovoltaico installato sopra una coltura. Può diventare una vera infrastruttura agricola, progettata per interagire con il microclima della coltivazione.
La quantità di luce, l’ombreggiamento, la ventilazione, la gestione dell’acqua e la protezione dagli eventi meteorologici devono essere valutati insieme.
Questo significa che non esiste necessariamente un unico modello di agrivoltaico.
Una struttura destinata ai mirtilli avrà esigenze diverse rispetto a un impianto per orticole, vite, piccoli frutti o altre colture. Altezza, disposizione dei pannelli, percentuale di copertura e gestione della luce devono essere adattate alle caratteristiche della coltura e alle condizioni del territorio.
La progettazione agronomica diventa quindi importante quanto quella energetica.
Il possibile ruolo nella gestione dell’acqua
Anche l’acqua rappresenta una delle principali sfide per l’agricoltura del futuro.
L’aumento delle temperature e della domanda evaporativa può rendere più complessa la gestione dell’irrigazione, soprattutto nelle aree dove la disponibilità idrica è limitata.
Un sistema agrivoltaico correttamente progettato può modificare le condizioni microclimatiche all’interno della coltivazione e ridurre l’esposizione diretta nei momenti di maggiore stress.
Questo non significa automaticamente che ogni impianto permetterà di ridurre i consumi idrici. Il risultato dipende dalla coltura, dal clima, dal substrato o terreno, dalla gestione dell’irrigazione e dal livello di ombreggiamento.
Proprio per questo sarà sempre più importante affiancare la tecnologia a sistemi di monitoraggio e gestione agronomica basati sui dati.
Dalla sperimentazione alla scala commerciale
Lovatens rappresenta un passaggio significativo anche per un altro motivo.
L’impianto dimostra che l’agrivoltaico può essere sviluppato su una scala compatibile con un’azienda agricola professionale, mantenendo la possibilità di svolgere le normali operazioni colturali.
I 5.220 pannelli installati a Lovatens coprono una superficie di 1,8 ettari di mirtilli e sono integrati in una struttura che consente la continuità delle attività agricole.
Questo tipo di progetto mostra come il settore stia progressivamente passando dai test sperimentali alla ricerca di modelli commercialmente ed economicamente sostenibili.
La sfida dei prossimi anni sarà capire quali colture e quali territori possano ottenere i maggiori benefici da questa tecnologia.
Un modello da studiare, non necessariamente da replicare
L’agrivoltaico non rappresenta una soluzione universale.
Non tutti i terreni sono adatti, non tutte le colture rispondono nello stesso modo e non tutti i progetti possono garantire gli stessi risultati.
Per questo sarà fondamentale valutare ogni intervento considerando contemporaneamente aspetti agronomici, energetici, economici e ambientali.
L’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente massimizzare la produzione di energia, ma trovare il migliore equilibrio possibile tra produzione agricola, protezione delle colture e produzione energetica.
È proprio questa integrazione a rappresentare il vero potenziale dell’agrivoltaico.
L’agricoltura del futuro sarà sempre più integrata
Il progetto di Lovatens mostra una possibile direzione per l’agricoltura dei prossimi anni: utilizzare la tecnologia non soltanto per aumentare l’efficienza produttiva, ma anche per rendere le aziende più resilienti di fronte ai cambiamenti climatici.
Produzione agricola ed energia rinnovabile possono quindi convivere sulla stessa superficie, creando nuove possibilità per gli agricoltori e contribuendo contemporaneamente alla transizione energetica.
Il valore di Lovatens non sta soltanto nei suoi numeri, ma soprattutto nel fatto che rappresenta un esempio concreto di questa evoluzione.
L’agrivoltaico sta passando dalla domanda “possiamo produrre energia sopra una coltura?” a una domanda molto più interessante:
“come possiamo progettare una struttura energetica che migliori, o almeno supporti, il sistema agricolo?”
È probabilmente da questa domanda che nasceranno i prossimi sviluppi della tecnologia. www.insolight.ch info@agroconsulenze.com


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