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Non è maltempo. È un cambio di paradigma per i piccoli frutti

  • federicocaroliagro
  • 17 mar
  • Tempo di lettura: 1 min

Le recenti tempeste che hanno colpito Portogallo, Spagna e Marocco stanno mostrando in modo sempre più evidente quanto la filiera dei piccoli frutti sia esposta al rischio climatico.

Undici eventi estremi in poche settimane hanno compromesso produzione e qualità di fragole, lamponi e mirtilli, azzerando in alcuni casi la capacità produttiva delle aziende e mettendo in crisi soprattutto i piccoli produttori.

Ma questo non è solo un tema agricolo: è un segnale strutturale per tutto il mercato europeo.

Negli ultimi anni, la crescita dei consumi è stata sostenuta anche da una forte dipendenza dalle produzioni iberiche e nordafricane. Quando queste aree entrano in difficoltà, l’impatto si trasferisce rapidamente lungo tutta la catena del valore: disponibilità ridotta, prezzi in tensione, maggiore volatilità. ()

Quello che stiamo osservando è quindi un punto di svolta:

• il rischio climatico diventa un fattore economico centrale • la resilienza produttiva non è più opzionale • la diversificazione delle origini sarà sempre più strategica

Per il settore, la vera sfida non è solo recuperare una stagione persa, ma ripensare i modelli produttivi: varietà più resistenti, investimenti in protezione, e una distribuzione geografica più equilibrata delle produzioni.

In sintesi: i piccoli frutti restano un mercato in crescita, ma sempre meno “prevedibile”.

E chi saprà gestire questa complessità avrà un vantaggio competitivo reale nei prossimi anni. Per l'articolo completo: https://italianberry.it/news/tempeste-piccoli-frutti-di-bosco-portogallo-spagna-marocco-fragole-lamponi-mirtilli-crisi-produzione





 
 
 

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